Salvini e l'appello ai colonnelli. "Vinciamo e torno al Viminale"

Scritto il 29/06/2026
da Michel Dessì

Il leader della Lega chiude la festa coi giovani e si rivolge a Zaia e Fedriga: "Siano al mio fianco, non dietro". E su Vannacci: "Mi freghi una volta, non due"

NexUs, la festa dei giovani leghisti si è conclusa. "In bellezza", per usare le parole degli oltre trecento giovani che hanno partecipato alla tre giorni in riva al mare, a Milano Marittima. Matteo Salvini, intervistato da Giuseppe Cruciani è stato l'ultimo ad intervenire. Il più atteso, non solo dalle ragazze e dai ragazzi provenienti da tutta Italia che lo hanno incoraggiato a "non mollare", ma anche dalla stampa che, dopo giorni di ricostruzioni e retroscena sui movimenti interni alla Lega, voleva sentire le parole del segretario del Carroccio. Del leader, che ha assicurato che per i prossimi tre anni non mollerà la segreteria e guiderà la campagna per le prossime elezioni del 2027, ma non da solo. "Servono i capitani, ma anche le truppe. Mi aspetto che i militanti, i sindaci e i governatori (il riferimento è a Luca Zaia e Massimiliano Fedriga) non stiano tutti dietro, ma di fianco per vincere". Lo ripete più volte Salvini, "la forza della Lega è la squadra", non un solo uomo al comando.

Un concetto ribadito più volte anche dai giovani, arrivati a Milano Marittima per un senso del dovere, di partecipazione. Silvia, da Roma, è chiara: "la Lega ci sta dando molto, c'è un senso di appartenenza, di valori, tutto questo è molto bello". Valori, vicinanza e calore che hanno rinforzato Salvini. Lo dice chi gli è più vicino: "Ci voleva! Lo hanno ricaricato alla grande". E lo ripete lui stesso: "Questi tre giorni mi hanno dato carica e motivazione, sento ancora ardere il fuoco che avevo 35 anni fa quando feci per la prima volta la tessera". Poi il segretario allontana le voci che lo vorrebbero nel poco tempo che resta in questa legislatura al Viminale. "Fare il ministro dell'Interno non è mica facile. A me piace portare a termine le cose. In questa legislatura vado avanti a chiudere i cantieri". E se dovessero vincere le elezioni nel 2027? Beh, in quel caso la risposta è "sì", anche se aggiunge "decidono sempre gli italiani". Il suo sogno, però, prima di andare alle urne è quello di militarizzare le stazioni "con pattuglioni di forze dell'ordine e vigilantes. Poi ci presentiamo il giorno del voto e gli italiani premieranno la concretezza. Mentre altri chiacchierano ovunque di immigrazione e sicurezza, noi abbiamo rischiato sei anni di galera per avere fermato barche e barchini. Questa è la differenza tra chi chiacchiera e chi fa".

Il riferimento è al generale Roberto Vannacci al quale Matteo Salvini non sembra sbarrare le porte per una ipotetica futura alleanza. Le parole "mai" e "per sempre" in politica "non si utilizzano" ha detto, nonostante sia rimasto deluso. Poi avverte: "Mi freghi una volta, non due". Anche se sottolinea "non porto rancore, c'è più una delusione umana che politica che dura qualche ora poi si guarda avanti. Rimangiarsi nel giro di qualche settimana tutta questa apertura" della Lega "da parte di un uomo in divisa è stata una delusione". E sui sondaggi che danno il partito del generale al 6% Salvini si dimostra sereno. "L'ansia da prestazione? No. Lo seguo con la dovuta attenzione e il dovuto rispetto come seguo gli altri. Se ai loro convegni si accolgono al saluto di camerati, preferisco il raduno dei giovani della Lega. La parola camerata fa parte di un passato da studiare".

Per Matteo Salvini è assurdo che Futuro Nazionale dica di essere di destra, ma vota contro il governo su temi importanti come il Piano Casa. Poi spazio alle legge elettorale che deve garantire chi prende un voto in più. Su Trump e gli attacchi a Giorgia Meloni dice perentorio: "Se attacca il presidente del Consiglio, attacca anche me e gli italiani". Non mancano le critiche all'Europa che, a suo dire, "è assente". Lui conta di andare oltre il 10%, anzi ne è sicuro nonostante l'obiettivo sembra essere quello di "spingere la carrozzella al parco". Non si sbilancia, ma più di uno pensa subito al matrimonio con Francesca Verdini, la sua compagna che anche in questa occasione gli è stata al fianco e, insieme a lui, ha ballato sulle note del nuovo inno della Lega. Un brano nuovo, al passo con i tempi. Il titolo? "Un'Italia che ci Lega". Già, perché per Matteo Salvini non esiste solo il nord.