C'è scritto Europa perché potrebbe benissimo essere ambientato in una qualsiasi città del Vecchio Continente. Ed è così tutto realistico che, anche a guardarlo a Milano, non fa certo dire allo spettatore "Qui non potrebbe mai accadere". Anzi. Eppure non ne sentirete granché parlare dell'ultimo lavoro cinematografico di Uwe Boll. Si giustificheranno che si tratta di un film di serie B, che non può essere trasmesso al cinema perché troppo violento ma soprattutto che è una pellicola che incita l'odio contro gli immigrati. In Germania Citizen vigilante è già stato vietato. "Il sistema di classificazione si è rifiutato di assegnarci un rating", ha spiegato il regista al Telegraph. "Penso che l'abbiano fatto apposta. È stata una deliberata forma di censura". Peccato che subito dopo Elon Musk abbia aggirato il divieto rendendo il film disponibile in streaming su X. E, manco a dirlo, le visualizzazioni hanno raggiunto, nel giro di nemmeno un giorno, cifre da capogiro.
Forse a fare tanta paura è l'attualità che Citizen vigilante si prefigge di raccontare. È quasi fosse un documentario. Oppure il rifarsi a fatti di cronaca nera, due in particolare, che hanno profondamente diviso la Germania. Il primo risale al 2016 quando ad Amburgo alcuni immigrati stuprano una ragazzina durante una festa di compleanno. Tre di questi, ricostruisce il Daily Mail, ricevono "condanne, con sospensione condizionale della pena, inferiori a due anni per aver mostrato rimorso". Il secondo è, se possibile, ancora più eclatante. Sempre ad Amburgo, nel 2020, un'altra ragazza viene violentata in un parco sempre da un gruppo di immigrati. Solo uno di loro viene condannato al carcere, e per appena tre anni. Gli altri, racconta sempre il Daily Mail, vengono assolti perché il loro gesto aberrante viene considerato un "mezzo per sfogare la frustrazione e la rabbia" che sarebbero derivati "dalla loro esperienza di emigrazione in Europa e dal conseguente smarrimento culturale". Una decisione corroborata da una sequela di consulenze affidate ad assistenti sociali ed esperti in immigrazione che evidentemente hanno preso più a cuore gli aggressori della vittima. Non solo. Quando, al termine del processo, una ragazza invia su WhatsApp un messaggio a uno degli stupratori definendolo "vergognoso maiale" finisce per una settimana al carcere minorile. "Chi ha subito violenza sa quanto sia traumatizzante", spiega ancora Boll al Telegraph. "Ma chi proviene da ambienti più progressisti, cresciuto in circostanze idealizzate, non sa come comportarsi quando le situazioni degenerano in violenza".
Citizen vigilante ha una trama molto semplice. Michael Sanders, interpretato da Armand Hammer, è un ricco imprenditore che decide di ergersi a vendicatore. È giudice e boia allo stesso tempo. Vendica una ragazza che ha subito violenze sessuali da un gruppo di immigrati. Giustizia il giudice che li ha lasciati liberi accusandolo di essere "il cancro che sta uccidendo la società". E stermina i poliziotti che provano a fermarlo. Una sorta di Cavaliere oscuro dei nostri tempi. La stampa progressista l'ha già definita la pellicola "più razzista" di tutti i tempi. Ma il pubblico non la pensa così, o per lo meno una buona parte di esso. Al netto del divieto della Germania infatti i numeri, al botteghino americano e su internet dopo l'intervento di Musk, sono quelli di un kolossal hollywoodiano. Il che vuol dire che le censure sortiscono sempre l'opposto dell'effetto voluto. Ma soprattutto che in Occidente c'è chi chiede, anzi pretende, giustizia. E, quando lo Stato non riesce più a garantirla, viene meno tutto. Lo abbiamo visto recentemente a Southampton, dopo la morte di Henry Nowak, e a Belfast quando un sudanese ha sgozzato un uomo.

