Gli islamici portano Sardone in tribunale. Lei: "Surreale"

Scritto il 29/06/2026
da Redazione web

La vicesegretaria leghista aveva filmato una donna col velo ricordando che non è consentito dalla legge. Piccardo e altri islamici presentano un esposto in procura a Milano. L'europarlamentare: "Tentano di imbavagliare chi osa denunciare l'islamizzazione"

Silvia Sardone denuncia in un video social una donna interamente velata come non permesso dalla legge, ma a finire querelata è proprio l'europarlamentare e vicesegretaria della Lega.

È stato infatti presentato oggi un esposto contro di lei alla procura di Milano, alla questura, ai carabinieri e al Garante per la protezione dei dati personali per un video che pubblicato il 12 giugno in cui la stessa Sardone ferma per la strada a Torino una donna con il velo integrale che spinge un passeggino. L'atto ha dieci firmatari, fra cui il direttore editoriale di La Luce Davide Piccardo, la vicepresidente di Progetto Aisha Salma Ghrewati e Adil Anouar, Presidente dell'Ente Islamico in Italia.

Nel video si vede Sardone che dice alla donna "immagino che qualcuno la stia costringendo" e lei replica "Io sono più libera di lei". E Sardone aggiunge: "In Italia lei non dovrebbe andare in giro velata interamente e mi dispiace per sua figlia che probabilmente crescerà velata come lei. Immagino che qualcuno la stia costringendo". E ancora: "Può alzarsi il velo? Perché non lo può fare?". Io, replica la donna, "sono libera di tenerlo", "No in Italia no - le spiega Sardone - Sa cosa deve fare? Vada a Islamabad".

In un articolo su La Luce si spiega che l'esposto chiede di accertare "se la ripresa prolungata, proseguita nonostante il diniego esplicito della donna, integri gli estremi della molestia. Se le espressioni pubblicamente diffuse configurino diffamazione e lesione dell'onore", e ancora se si profili il reato di istigazione alla discriminazione religiosa e se "la presenza della bambina durante l'umiliazione pubblica della madre e la diffusione online del video configurino un'ipotesi di pregiudizio per il minore, assimilabile a violenza assistita". "Questo esposto non intende mettere in discussione il diritto di critica politica o religiosa in astratto. Intendiamo - è scritto - sottoporre all'autorità le concrete modalità con cui una persona privata, con una bambina al seguito, è stata ripresa, incalzata, esposta pubblicamente nonostante il suo dissenso espresso, e degradata mediante espressioni connesse alla sua appartenenza religiosa. Chiediamo che sia la giustizia a valutare".

"È surreale il tentativo di alcuni islamisti legati all'Ucoii di zittirmi cercando di portarmi in tribunale perché vogliono farmi desistere dalle mie battaglie contro l'islamizzazione dell'Italia e dell'Europa", replica Sardone, "Mi accusano di diffamazione, molestie, lesione dell'onore, violenza assistita in un crescendo di falsità che ormai dura da tempo. Mi hanno infatti dedicato, in maniera ossessiva, tre articoli sul loro sito islamista in meno di due settimane. L'episodio a cui fanno riferimento riguarda un video sull'islamizzazione e sull'insicurezza a Torino in cui una donna completamente velata ha incominciato, in una piazza all'aperto, a inveire nei miei confronti e a lamentarsi per la sua immagine, pur essendo totalmente coperta. Tra l'altro nel video si vede che sono stata aggredita da altre persone, in particolare da un uomo di origine straniera. È palese che personaggi non certo moderati come Piccardo, Baya e El Santawy non sopportino le mie denunce contro la sottomissione delle donne in molte comunità islamiche, contro il velo islamico integrale, contro le donne costrette nei recinti (come abbiamo visto a Milano durante la recente processione dell'Ashura). Stiano sereni, sono una donna libera, emancipata, di destra e non riusciranno a mettermi il velo né in testa né in bocca. Noi della Lega continueremo, con orgoglio e a testa alta, a difendere la nostra identità, i nostri valori e la libertà delle donne contro chi sogna di portare la sharia in Italia. Non basteranno denunce strumentali e tentativi di metterci il bavaglio per bloccare le nostre battaglie contro il pericolo dell'islamizzazione e contro il velo integrale".