"I signori della guerra fingono di non sapere che basta un attimo a distruggere, ma spesso non basta una vita a ricostruire". Lo ha detto papa Leone a Bamenda, nel Camerun anglofono. "Fingono di non vedere che occorrono miliardi di dollari per uccidere e devastare, ma non si trovano le risorse necessarie a guarire, a educare, a risollevare. Chi rapina la vostra terra delle sue risorse, in genere investe in armi buona parte dei profitti, in una spirale di destabilizzazione e di morte senza fine".
Per il pontefice "è un mondo a rovescio, uno stravolgimento della creazione di Dio che ogni coscienza onesta deve denunciare e ripudiare, scegliendo quell'inversione a U - la conversione - che conduce nella direzione opposta, sulla strada sostenibile e ricca della fraternità umana. Il mondo è distrutto da pochi dominatori ed è tenuto in piedi da una miriade di fratelli e sorelle solidali! Sono la discendenza di Abramo, incalcolabile come le stelle del cielo e i granelli di sabbia sulla spiaggia del mare. Beati gli operatori di pace! Guai, invece, a chi piega le religioni e il nome stesso di Dio ai propri obiettivi militari, economici e politici, trascinando ciò che è santo in ciò che vi è di più sporco e tenebroso".
Per il Pontefice è stato un vero e proprio bagno di folla con migliaia di persone entusiaste sia nell'incontro per la pace nella Cattedrale di San Giuseppe che nella messa celebrata nell'area antistante all'aeroporto. Forte il messaggio di pace lanciato in questa cittadina dove è più sentito il problema del conflitto interno che ha causato tanti morti e sfollati. "Questo è il momento di cambiare, di trasformare la storia di questo Paese. Oggi e non domani, adesso e non in futuro, è giunto il momento di ricostruire, di comporre nuovamente il mosaico dell'unità mettendo insieme le diversità e le ricchezze del Paese e del Continente, di edificare una società in cui regnino la pace e la riconciliazione", ha detto Leone. Tra i gesti della giornata rimarranno nella memoria le colombe bianche liberate da Leone XIV davanti alla cattedrale, anch'esse simbolo di quella pace che è tra le priorità del pontificato di Prevost. Il Papa ha poi sottolineato che i problemi, in alcuni paesi dell'Africa, non sono legati soltanto a conflitti interni, come è nel caso del Camerun, ma anche da ingerenze esterne: "Si aggiunge anche il male causato dall'esterno, da coloro che in nome del profitto continuano a mettere le mani sul continente africano per sfruttarlo e saccheggiarlo. Tutto questo rischia di farci sentire impotenti e di disseccare la nostra fiducia".
In una delle tappe del viaggio in Africa, la visita alle suore agostiniane in Algeria, il Papa ha potuto apprezzare dei prodotti di artigianato, che gli sono stati offerti, e ne ha scelti alcuni da portare in dono alla nipote. È quanto si vede in un video postato dall'artigiana che ha offerto al Pontefice i suoi prodotti. Virale il momento in cui la suora gli mostra un pendente con l'albero della vita, apprezzato da Leone; poi alla suora che dice "gli orecchini no…", il Papa replica: "Ma non sono per me, è per portarli a mia nipote".