“Avvelenano le acque contese”: l’accusa che inguaia la Cina

Scritto il 17/04/2026
da Federico Giuliani

Manila accusa i pescatori cinesi di avvelenare con il cianuro le acque contese delle Isole Spratly. Pechino nega ma le tensioni tra i due Paesi salgono ancora

Le Filippine hanno accusato alcuni pescatori cinesi di aver volontariamente avvelenato le acque nelle contese Isole Spratly, aggravando le tensioni in una delle aree marittime più sensibili al mondo. Manila non ha dubbi: l’uso di cianuro sarebbe iniziato lo scorso anno nei pressi del Second Thomas Shoal, una zona strategica sia per la vicinanza a rotte commerciali cruciali sia per l’abbondanza di risorse marine. Le autorità filippine sostengono che questa pratica, oltre a distruggere l’ecosistema locale, rappresenti anche una minaccia diretta per il personale militare di stanza in loco.

Le Filippine accusano la Cina

Secondo quanto riportato da AFP, il Consiglio di Sicurezza Nazionale filippino considera il presunto avvelenamento una forma di sabotaggio mirata a ridurre le risorse ittiche che sostengono i militari a bordo della BRP Sierra Madre, una nave della Seconda guerra mondiale arenata volutamente nel 1999 per rafforzare la presenza di Manila in una zona contesa.

Il vice direttore generale Cornelio Valencia ha dichiarato che l’uso di cianuro mette a rischio sia l’ambiente marino sia la salute umana, alludendo all’esposizione ad acque ritengono di aver sequestrato diverse bottiglie di cianuro da imbarcazioni collegate a pescherecci cinesi nel corso del 2025 e che recenti test nelle acque della zona hanno confermato la presenza della sostanza.

Il deterioramento della barriera corallina potrebbe inoltre compromettere la stabilità della Sierra Madre. Manila valuta ora una protesta diplomatica formale e ha ordinato un rafforzamento delle pattuglie navali e della guardia costiera per prevenire ulteriori danni ambientali.

Tensione in aumento

Dal canto suo, la Cina ha respinto con fermezza le accuse, definendole infondate e politicamente motivate. Come ha riferito il portale Defence Post, il ministero degli Esteri di Pechino ha bollato le dichiarazioni come una “farsa”, sostenendo che i pescherecci cinesi operano legittimamente nell’area e accusando le Filippine di molestie.

Un portavoce ha affermato che le accuse sono “completamente incredibili” e non meritano risposta, ribadendo la posizione di Pechino che rivendica la quasi totalità del Mar Cinese Meridionale.

Ricordiamo che le relazioni tra Filippine e Cina restano tese. Le nuove accuse rischiano di alimentare ulteriormente le tensioni, intrecciando la questione ambientale con storiche rivendicazioni.